Dispensa Laboratorio DEL VETRO E DELLA VETRATA

 prof.ssa Cecilia Pastore

Vetrata Istoriata

Vetrata Istoriata

I primi ritrovamenti di questo tipo di vetrata risalgono intorno all’anno 1002 d.C. la tecnica da noi utilizzata risale invece al 1300 d.C. e si è mantenuta nei secoli praticamente invariata.

I passaggi necessari alla produzione di una vetrata sono:

- elaborazione del bozzetto in scala variabile: in questa fase si studia l’immagine da rappresentare, che potrà essere una riproduzione di un’opera preesistente o un’immagine inedita.

-- realizzazione del cartone: per cartone si intende la rappresentazione grafica su carta in scala 1:1, il disegno deve essere lavorato in maniera definitiva.

- Scelta del vetro: va in base alla posizione in cui verrà inserita la vetrata, l’altezza rispetto all’osservatore e la posizione cardinale; in generale più in alto sarà posta la vetrata è più scuro dovrà essere il vetro.

- Studio dei tagli: questa fase è determinante per la resa visiva della vetrata stessa, nel determinare la struttura di tagli si dovranno tenere in considerazione alcune fondamentali regole. 

1- a causa della struttura fisico-chimica del vetro non sarà possibile tagliare angoli minore di 90° interni alla lastra. 

2- il piombo che andrà ad unire un pezzo all’altro rappresenta il segno grafico principale, sarà necessario sviluppare il taglio tenendo conto di questa caratteristica. 

3- si riportano le sagome dei tagli studiati su due lucidi uguali: uno per il taglio e l’altro per il montaggio.

Taglio: verrà effettuato per mezzo di un tagliavetro, questo utensile era anticamente costruito da un’impugnatura che terminava con una punta di diamante, una pietra talmente dura da riuscire ad incidere la superficie del vetro rompendo così i legami superficiali. Con l’evoluzione tecnologica il diamante è stato reso obsoleto, adesso abbiamo a disposizione un'ampia varietà di utensili tagliavetro costituiti dalla rotella di leghe metalliche dure quali acciaio widia e carburo di tungsteno. Per effettuare il taglio si dovrà entrare ed uscire dalla lastra con l'utensile preposto, esercitando la pressione necessaria alla rottura dei legami, con l’esperienza si imparerà a riconoscere la giusta imprimitura del rumore prodotto dall’utensile in fase di taglio. La tecnica di impugnatura del tagliavetro dipenderà dalla forza impressa dall’operatore oltre che dalla mano prevalente dello stesso. Durante il processo di taglio si dovrà tener conto dello spessore dell’anima del piombo che andrà ad occupare uno spazio di circa 2 mm tra un pezzo e l’altro, si dovrà quindi incidere all’interno del segno precedentemente effettuato sul lucido.

Piombo: possono essere ad H o ad U sarà premura dell’operatore fermare piombi e prezzi inseriti mettendo dei chiodi a contrasto durante tutta l’operazione di assemblaggio. A questo punto si procederà con l’inserimento dei pezzi a partire dal perimetro sopra descritto, tra un pezzo e l’altro sarà inserito del piombo ad H. A seconda dell’intensità del segno che si vuole ottenere e della grandezza della vetrata si potrà scegliere di usare più diverse larghezze. Potrà accadere che alcuni pezzi non combacino perfettamente, in questo caso si procederà a piccoli ritocchi con l'utilizzo di pinze, che dovranno comunque essere ridotti al minimo. Completato l’assemblaggio i piombi dovranno essere saldati a stagno per mezzo di saldatori elettrici a 100 W con punta a martello o punta dritta, avendo cura di pulire il piombo dall’ossidazione utilizzando spazzoline in acciaio o ottone; per assicurare una buona aderenza dello stagno al piombo sarà necessario l’utilizzo di pasta salda.

 

Stuccatura: lo stucco usato per la vetrata classica è una mistura artigianale tramandata da secoli, serve principalmente per coprire gli spazi che si vengono a creare fra l’apertura costante del piombo e il vetro, che essendo in genere vetro soffiato non è costante nello spessore, la finalità dello stucco è quello di rendere la vetrata solida e stabile ma elastica, per ammortizzare i colpi d’aria che si creano aprendo chiudendo eventuali porte. Lo stucco è composto da: 4 parti di olio di lino cotto, 1 parte d’acqua, 1 parte d’acquaragia, gesso di Firenze quanto basta, piombiggine fino al colore desiderato. Una volta stesso lo stucco sulla vetrata con un pennello, sincerandosi che la pasta entri sotto ai piombi, lo stucco in eccesso andrà eliminato con segatura e spazzola. Una volta effettuato il processo di stuccatura da entrambi i lati la vetrata può considerarsi completa e pronta ad essere inserita nel telaio.

Tiffany

Oggettistica Tiffany

La tecnica Tiffany prende il nome dal suo creatore Louis Comfort Tiffany, figlio di un gioielliere statunitense alla fine del 1800 si interessò la fabbricazione di oggetti in vetro.

Fondò la propria azienda nel 1885 e ideò il processo per la produzione del vetro opalescente. 

Con la tecnica sviluppata da Tiffany si realizzano, numerosi oggetti d’arredo quali paralumi e lampadari.

Dopo aver realizzato il cartone, il lucido ed aver tagliato tutti i piccoli tasselli di vetro opalescente, alabastrato antico e nuovo antico (eventuali piegature su stampo per la realizzazione di cupole) che caratterizzano questa tecnica.

Si bordano questi ultimi con la striscia di rame adesivo che può avere varie larghezze, la scelta andrà in base allo spessore del  vetro utilizzato e alla presenza del segno grafico che si vuole ottenere (anticamente al posto del rame adesivo era utilizzata del lamierino di rame tagliato in strisce o del piombo trafilato a mano).

I pezzi saranno accostati in piano o su di una forma se l’opera non è piatta (paralume), i pezzi verranno saldati tra loro con uno stagno al 60%. Volendo ottenere un effetto anticato la copertura di stagno potrà essere brunita con del solfato di rame.

Sabbiatura

Sabbiatura ad uno o più livelli

La sabbiatura è una tecnica di decorazione del vetro che prevede l’utilizzo di una sabbia abrasiva zirconica con graniglia di ferro e quarzo, questa può avere diverse grane che determinano la texture dell’incisione. Dopo aver studiato il disegno da riportare sul vetro, completo degli eventuali livelli di sabbiatura, si ricoprirà completamente la vasta, precedentemente tagliata a misura, con della carta da incisione e si riporterà il disegno su di essa con la carta carbone.

A questo punto il disegno dovrà essere inciso con un taglierino o bisturi avendo cura di non tralasciare alcun dettaglio, questo perché, una volta iniziata la fase di sabbiatura, la carta adesiva risulterà indebolita e non sarà più possibile effettuare correzioni sull'incisione. Se la decorazione prevede un solo livello, la carta verrà eliminata dalle zone da incidere e si potrà procedere con la sabbiatura: la sabbiatrice è costituita da un compressore collegato ad una pistola per sabbiatura e ad un serbatoio di contenimento dell'abrasivo, la sabbia verrà sparata a cinque 

atmosfere sul vetro grazie all’aria compressa e ne determinerà l'incisione. Poiché le polveri sottili sviluppate dal processo di sabbiatura costituiscono un pericolo per la salute dell’operatore, esso resterà all’esterno di una cabina dotata di cappa di aspirazione inserendo all’interno soltanto le mani, è consigliato l’uso della maschera antipolvere e dei guanti. In caso le decorazioni da effettuarsi preveda più livelli di scavatura si dovranno togliere prima le zone che dovranno risultare più incise, effettuata la prima sabbiatura elimineremo il secondo strato e così via. L'intensità dell’incisione sarà determinata del tempo di abrasione, della distanza della pistola del vetro e della potenza del getto.

Soffiatura

È un’antica tecnica completamente artigianale, i maestri vetrai plasmano il bolo vitreo soffiandolo e lavorandolo con specifiche pinze ed altri utensili. Per questo tipo di lavorazione si utilizza il vetro allo stato viscoso, per ottenerlo è necessario fare una fusione alla temperatura di 1400 °C, l’impasto ottenuto è lavorabile da 1200 a 900 °C. Per ottenere il composto è necessario un elemento verificante, la silice Si02), poiché essa fonde a temperatura molto alte viene amalgamata con fondenti che ne abbassano il punto di fusione quali soda e potassa, si ottiene però un composto idrosolubile per cui instabile, per questo è necessaria l’aggiunta di elementi stabilizzanti: gesso e allumina. Volendo conferire particolare trasparenza e lucentezza al vetro si aggiungerà al composto il 24% di ossido di piombo, ottenendo così il vetro al piombo, riconosciuto oggi come "cristallo". Una volta effettuata la fusione per mezzo di un forno in refrattario e un bruciatore, il mastro vetraio estrarrà il bolo vitreo con una speciale canna forata e... soffiando, otterrà 

Soffiatura

forme cave che poi possono essere lavorate con pinze ed altri utensili, dando vita agli oggetti del nostro quotidiano quali bottiglie, bicchieri, vasi, oggetti di design. Con questa tecnica si producono inoltre lastre artigianali colorate in pasta classificate come "vetro antico" e placcato.

Molatura

Molatura orizzontale: per ottenere oggetti di Design a tutto tondo, altorilievi e bassorilievi si ricorrerà alla molatura del vetro ad alto spessore. Per questo tipo di tecnica utilizzeremo il vetro "Dalle" (mattonelle di vetro colorato in pasta colorata in stampi, di realizzazione artigianale con uno spessore di 22 mm), o vetro Float ad alto spessore. Dopo aver studiato l’oggetto da realizzare ed avere sviluppato il cartone si procederà, come per la vetrata, alla stesura dei lucidi. Si sceglierà il vetro da utilizzare e si procederà alla sagomatura con sega circolare, si cercherà di avvicinarsi il più possibile a quella che dovrà essere la forma di ogni pezzo da molare, con questo strumento sarà possibile effettuare solo tagli dritti. La forma dell’oggetto sarà definita da mole orizzontali in ghisa piana o convesse con smeriglio (sabbia abrasiva a base di graniglia di ferro), è molto importante in caso di forme tondeggianti tenere il pezzo in continuo movimento per non formare pieghe che renderebbero difficoltosi i passaggi di lucidatura; dopo questa prima molatura

ogni pezzo avrà la sua forma definitiva, a causa della grana della sabbia utilizzata, la superficie del vetro risulterà ruvida ed estremamente opaca, si procederà quindi alla lucidatura di ogni pezzo: sarà necessario ridurre la grana superficiale con vari passaggi:

Molatura orizzontale e verticale
  1. Mola orizzontale piana in corindone con acqua: questa macchina renderà la superficie del vetro liscia, tuttavia essa risulterà ancora traslucida, questo passaggio può essere effettuato in caso di superfici curve con nastri corindonati verticali a secco o ad acqua.

  2. Mola orizzontale in sughero con pomice: prima lucidatura vera e propria, con l’uso di questa mola il pezzo acquisirà la sua naturale trasparenza.

  3. Mola verticale in lama d'agnello con ossido di cerio: ha un’azione brillante, il vetro acquista lucentezza ed è pronta per essere assemblato.

Molatura verticale con intaglio: è una tecnica decorativa che, naturalmente, richiede una fase progettuale e di conseguenza la realizzazione preliminare di un cartone. Il pezzo da incidere verrà mascherato con carta da incisione, dalla quale verranno rimosse le parti di carta interessate dalla decorazione prevista. Prima di procedere all’intaglio vero e proprio sarà opportuno incidere il segno preliminare utilizzando una mola verticale a taglio in Carborundum (carburo di silicio) a grana fine. Per il taglio useremo mole verticale in corindone opportunamente sagomati con Carborundum al fine di ottenere la forma desiderata; sarà possibile ottenere intagli concavi a taglio con varie angolazioni, rotonde oppure ovali.

Acidatura

Si tratta di una tecnica decorativa destinata al vetro placcato, il quale, dopo la fase progettuale che comprende la realizzazione del cartone e la mascheratura con carta da incisione, verrà trattato con acido fluoridrico (unico acido che agisce sul vetro) al fine di rimuovere la placcatura nelle zone previste.

Semifusione

 

Processo termico nel quale ad una temperatura di 700 °C, il vetro semifonde, ovvero subisce un rammollimento che ne consente la piegatura su forme di refrattario o acciaio o la termosaldatura tra vetri compatibili tra loro.

Il Vetro in lastra

Il Vetro in lastra

il vetro in lastra sfruttato nei più svariati settori, dalla vetrata artistica fino all’edilizia, il vetro in lastra rappresenta un'ampia fetta della produzione vetraria, esso può essere catalogato primariamente in due grandi categorie: il vetro industriale e il vetro artigianale.

Vetro Industriale

Vetro Artigianale

Float: prende il nome dal suo processo di fabbricazione il verbo "To Float" in inglese significa "galleggiare", infatti per la sua fabbricazione il vetro viene fatto galleggiare dentro una vasca di stagno fuso. Le lastre presentano uno spessore costante e vanno

dai 2 ai 30 mm.

Nuovo Antico: si riconosce grazie alla caratteristica texture superficiale impressa su un solo lato da rulli durante il processo di fabbricazione, è un vetro colorato in pasta omogeneo nello spessore.

Antico: colorato in pasta viene realizzato tramite soffiatura, si riconosce grazie alla presenza di bolle al suo interno; il mastro vetraio soffia il bolo vitreo dentro a stampi cilindrici, successivamente procede all’eliminazione dei fondi chiusi ottenendo un cilindro aperto da entrambi i lati, questo viene tagliato in lunghezza e poi ricotto e steso per ottenere la lastra che non avrà uno spessore costante su tutta la sua superficie. Queste lastre trovano la loro collocazione nella realizzazione della vetrata istoriata.

Placcato: realizzato tramite soffiatura come il vetro antico; il mastro vetraio effettua due "levature" del bolo vitreo colorato in pasta, così facendo la lastra presenterà due strati di diverso colore. 

Cattedrale: si riconosce dalla texture molto marcata che presenta da uno dei due lati, è colorato in pasta e può essere sia artigianale che industriale, in entrambi i casi la superficie inferiore del vetro (senza textoure) è disomogenea e ondulata, questo lo rende inadatto alle decorazioni pittoriche.

Il cattedrale artigianale presenta rispetto a quello industriale, una superficie molto più irregolare da entrambi i lati.

Utensili manuali​

Tagliavetro: utensile atto a incidere la superficie del vetro in modo da rompere i legami superficiali, anticamente fornito di una punta di diamante sostituita oggi con rotelle di carburo di tungsteno, acciaio Widia o diamante sintetico.

Possono essere lubrificate a mano con petrolio bianco o in automatico tramite serbatoio per il lubrificante, la testa può essere fissa o snodata per facilitare il taglio di curve.

 

Tagliavetro circolare: atto a tagliare forme circolari, sia in negativo che in positivo (non sarà possibile ottenerle entrambi dallo stesso taglio). Si fissa al vetro tramite una ventosa con chiusura a baionetta, alla quale è fissato un cuscinetto con un'asticella centimetrata indicante il diametro del cerchio da ottenere, sulla quale scorre la testa del tagliavetro che dovrà essere fermata all'asticella nel punto indicante il diametro che si vuole tagliare.

Utensili manuali

Pinze da vetro: di varie forme si usano per il ritocco del taglio.

 

Apri piombo: utensile artigianale in legno di bosso atto ad aprire le alette del piombo durante il montaggio.

 

Spatola da piombo: utensile artigianale ricavato da una spatola da stucco accorciata e affilata, atta a tagliare il piombo durante il montaggio della vetrata

 

Mestichina: utensile per macinare e miscelare grisaglie e smalti.

Elettro utensili

 

Saldatore a stagno: elettroutensile atto ad effettuare la saldatura del piombo o del rame tramite stagno.

La punta di rame può avere varie forme e misure a seconda della destinazione d’uso.

 

Incisore diamantato: piccolo utensile rotativo dotato di punte diamantate intercambiabili, costruito per essere impugnato come una penna si usa per effettuare incisioni decorative di precisione o struttura.

Possiamo trovare incisori elettrici o ad aria compressa.

 

Pennelli

 

Pennelli da pittura in pelo di bue: di varie misure e forme si usano per la decorazione pittorica a grisaglia e smalti

 

Pennelli per il chiaroscuro: artigianalmente ottenuti da pennelli da pittura tagliati possono avere varie forme e durezze e servono ad ottenere il chiaroscuro sulla velatura.

 

Altri accessori

 

Reggi polso: accessorio artigianale in legno a forma di U atto a rialzare il polso dell’operatore durante le fasi di decorazione pittorica per evitare il contatto con la lastra decorata, le misure del reggi polso variano in base a quelle del pezzo da decorare.

 

Utensili da ritocco o aghetto: piccolo accessorio artigianale cilindrico in legno duro (possibilmente bosso) che termina da un lato con una punta in legno e dall’altro con un ago in acciaio, è indispensabile per effettuare ritocchi sulle decorazioni pittoriche prima della cottura.